Molte coppie sono in cerca di una gravidanza con un’età della donna di 40 anni o più: in questa fascia d’età femminile le percentuali di gravidanza diminuiscono in maniera considerevole e proporzionalmente alla riserva ovarica dimostrata.

Dopo i dovuti accertamenti, nel caso quest’ultima fosse anch’essa non molto alta, tutti i trattamenti di primo livello (trattamenti ormonali, rapporti mirati, inseminazioni intra-uterine) hanno una possibilità di successo piuttosto bassa, per questo sono sconsigliati alla coppia.

Gli unici trattamenti che possono dare delle possibilità di gravidanza decisamente maggiori a quelle di un concepimento spontaneo sono i trattamenti di secondo livello.

Per saperne di più

Prof. Mauro Schimberni

Laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato in Ginecologia e Ostetricia, ricercatore Universitario Confermato dal luglio 2005 presso UOC di Ginecologia Ospedale S. Andrea, II Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università "La Sapienza".

Dott. Annalise Giallonardo

Dopo la laurea in Medicina e Chirurgia e la specializzazione in Ostetricia, la Dott.ssa Annalise Giallonardo si è occupata della riproduzione assistita in centri pubblici e privati, dedicandosi al campo della sterilità dalla diagnosi alle diverse tecniche di riproduzione assistita.

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Roma, 10 Settembre 2020

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La procedura della fertilizzazione in vitro si articola abitualmente su cinque passaggi:

  • stimolazione delle ovaie per far maturare diversi follicoli;
  • individuazione, mediante ecografia, degli ovociti maturi, per poi indurre l’ovulazione con somministrazione di hCG;
  • raccolta degli ovociti a circa 36 ore di distanza dalla somministrazione di hCG;
  • fecondazione degli ovociti in laboratorio e verifica delle prime divisioni delle cellule che danno luogo allo sviluppo delle forme iniziali di embrione;
  • uno o più embrioni, in generale due, sono trasferiti nell’utero. Questo passaggio avviene a due o tre giorni di distanza dalla raccolta degli ovociti.